Locazioni brevi 12 maggio 2026 · 8 min di lettura

Locazioni brevi 2026: tutte le tasse da pagare in base al regime

Cedolare al 21%, cedolare al 26%, partita IVA, impresa. Una guida completa per capire cosa paghi davvero in base al tuo numero di immobili e tipo di gestione.

Se gestisci anche solo un appartamento su Airbnb o Booking, la prima domanda che dovresti farti non è “quanto guadagno”, ma “quanto pago di tasse”. E la risposta dipende da cose che il sistema non rende affatto evidenti.

Quattro regimi possibili, una scelta

In Italia, chi affitta a breve termine può rientrare in uno di questi quattro regimi fiscali, in ordine di crescente complessità:

  1. Cedolare secca al 21% — primo immobile destinato a locazione breve
  2. Cedolare secca al 26% — dal secondo immobile in poi (fino a 4)
  3. Partita IVA come privato (forfettario) — quando offri servizi accessori
  4. Impresa (ditta individuale o SRL) — oltre 4 immobili o gestione strutturata

1. Cedolare secca al 21%: il caso base

Se hai un solo immobile dato in locazione breve, la cedolare secca al 21% è la scelta di default. È un’imposta sostitutiva: sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e bollo. Si calcola sul canone lordo (al netto delle commissioni delle piattaforme).

Esempio: incassi 12.000€ da Airbnb, paghi 2.520€ di tasse. Punto. Niente IVA, niente IRAP, niente complicazioni.

La cedolare si comunica in dichiarazione dei redditi (quadro RB) e si versa con F24. Le piattaforme come Airbnb e Booking trattengono già il 21% come ritenuta — quindi spesso non devi versare niente di tasca tua, basta scaricare il certificato e indicarlo in dichiarazione.

2. Cedolare al 26%: dal secondo immobile

Dal 2024, se metti in locazione breve più di un immobile, dal secondo in poi paghi il 26% (e non più il 21%). Il primo continua al 21%, ma puoi scegliere tu quale è “il primo” — di solito conviene scegliere quello con i ricavi più alti.

Sopra i 4 immobili, la cedolare non si applica più: sei considerato imprenditore e devi aprire partita IVA.

3. Quando conviene la partita IVA

Anche con 2-3 immobili, in alcuni casi conviene aprire una partita IVA. I casi tipici:

  • Offri servizi accessori (colazione, pulizie giornaliere, check-in personalizzato) — sei già imprenditore di fatto, meglio formalizzarlo
  • Hai costi importanti (mutuo, ristrutturazioni, arredo) — col regime forfettario li deduci in modo forfetario
  • Prevedi di superare i 4 immobili entro 1-2 anni

4. SRL: quando ha senso davvero

La SRL diventa interessante sopra i 5-6 immobili o quando gestisci anche immobili di terzi (property management). Vantaggi: responsabilità limitata, IRES al 24% sull’utile, possibilità di reinvestire senza tassazione personale.

Cosa fare adesso

Il primo passo è capire esattamente quale regime ti si applica oggi, e se è il più conveniente. Non sempre lo è: molti host che incontriamo stanno pagando il 26% quando potrebbero pagare il 21% (basta riorganizzare quale immobile è “il primo”), o sono ancora in regime privato quando una SRL gli farebbe risparmiare il 10-15%.

Se vuoi un’analisi della tua situazione specifica, chiamaci o usa il calcolatore nella pagina Locazioni brevi.

Scritto da

Umberto Bauleo

Esperto Contabile, ODCEC Busto Arsizio sez. B n. 25. Specializzato in locazioni brevi, agenzie viaggio e ricostruzioni contabili.

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